ASSOCIAZIONE PRO LOCO Celle sul Rigo

TORRE MONUMENTALE

(OGGI TORRE CAMPANARIA)

DELLA FORTIFICAZIONE DEL CASTELLO DI CELLE,

Notizie storiche sull’abitato fortificato.

La torre in oggetto è l’ultima emergenza di pregio della fortificazione del Castrum Cellis, abitato fortificato il cui primo nucleo secondo gli storici, è anteriore al 900 mentre intorno al 1400 - 1500 l’assetto della cittadella fortificata doveva essere quasi definitivo. Infatti si hanno notizie che individuano la fortezza di Celle come una fortificazione strategica data la sua posizione riguardo al territorio ed alle vie di comunicazione, tanto è vero che, all’epoca, fu oggetto di contesa tra i Senesi e gli Orvietani.
L’abitato fortificato sarebbe sicuramente giunto a noi integro se intorno al 1850 non fosse iniziato un movimento franoso sul lato sud-est, a valle dell’attuale Piazza Garibaldi e successivamente nel 1921 fu proposto dal Regio Genio Civile di Siena il trasferimento di una parte dell’abitato ed il consolidamento della restante. Intorno al 1932 con la frana scomparve la quinta di case che chiudeva il lato sud-est della Piazza Garibaldi a partire dalla torre oggetto del previsto intervento diI restauro fino all’innesto della Via del Parapetto con la piazza stessa, nonché l’insieme di abitazioni poste al di sotto della piazza della Macina.
Le caratteristiche della fortificazione di Celle rimandano al periodo di espansione dell’incastellamento in Toscana  IX°- X°-XI°-XII° sec. in tali periodi l’habitat accentrato di altura rappresentò la migliore risposta alle esigenze delle comunità rurali sia in termini di difesa sia in termini organizzativi. Centinaia di castelli punteggiarono il territorio del centro Italia e ognuno di essi si plasmò in base alle condizioni del territorio e alle vestigia preesistenti, è di particolare interesse la pianta urbana di Celle in quanto composta da un reticolo viario regolare e quasi pianeggiante che utilizza ll  naturale banco tufaceo come appoggio e chiude la cinta muraria verso lo scoscendimento argilloso (Carnaio) costituente di per se ostacolo naturale.(* Giancarlo Macchi Janica –Geografia dell’imcastellamento)
Per un lungo periodo il dominio signorile di  luoghi fortificati, soprattutto se in posizioni strategiche permise di controllare il territorio  i traffici e le vie di comunicazione senza dimenticare la non trascurabile produzione agraria. Queste condizioni ricordano l’importanza assunta in quel periodo storico da luoghi tra cui Celle che furono oggetto di aspre contese per la loro caratteristica di cerniera (oggi si potrebbe dire controllo per aree di influenza )Possiamo vedere ancora oggi nel paese alcune parti di questo sistema fortificato giunto sino a noi, esso è costituito da buona  e robusta muratura in grossi blocchi di pietra poco friabile e  di adeguato spessore; in molte parti del perimetro  se ne ravvisano le tracce soprattutto nei tratti privi di intonaco. I criteri costruttivi della cinta fortificata sono simili a quelli della Torre il che fa pensare a interventi omogenei e frutto di un progetto realizzato in tempi relativamente brevi. Le caratteristiche del sistema fortificato rimandano a molti altri esempi presenti nell’area ovvero Torre con beccatelli o caditoie collegata al Cassero (di cui non vi è più traccia), cinta muraria che utilizza le difese naturali, probabile cisterna per la raccolta delle acque ,torri minori poste ad intervalli abbastanza regolari 3 porte e forse una postierla (porticciola) Una espansione dell’abitato( Borgo Nuovo) che ampliò il sistema abitativo verso occidente consentendo un rapido raggiungimento delle mura attraverso un sistema di sovrapassi ancora oggi esistenti.
La trasformazione dei sistemi di fortificazione dovute all’introduzione delle armi da fuoco toccò anche  il borgo di Celle sia pur marginalmente, la posizione dominante e ben munita non fu più sufficiente per controllare il territorio e la guerra Fiorentina contro la repubblica di Siena ad esempio fu una guerra di movimento, di assedi, di aggiramenti, si può quindi ipotizzare che i borghi fortificati di origine più antica introducessero in tale periodo qualche accorgimento per piazzare armi da fuoco.
E’ interessante notare nella torre la presenza di feritoie con foro tondo in grado di alloggiare armi da fuoco di modeste dimensioni (archibugi o colubrine) questo tipo di feritoia lo ritroviamo su alcune torri minori attualmente inglobate nel tessuto abitativo ma riconoscibili (almeno 5) che ad intervalli abbastanza regolari segnavano la cinta fortificata.
Ricordiamo che nelle battaglie che contrapposero i Medici alla Repubblica di Siena vennero largamente usate le armi da fuoco (Cannoni, cannoncini e archibugi) il grande capitano comandante i senesi Pietro STROZZI fu ferito da un colpo di archibugio a Scannagallo il 2 agosto 1554. Dopo la caduta della città di Siena il 15 aprile 1555 e il trasferimento a Montalcino della repubblica la resistenza ai Medici e agli imperiali avvenne proprio in Val d’Orcia il 29 luglio 1555 che venne riconquistata dai senesi e a Radicofani il 4 ottobre 1555 che assediata dagli imperiali, i senesi riuscirono a respingere ogni attacco.
Dopo il passaggio definitivo sotto il dominio dei Medici (2-3 aprile 1559) vengono rinforzate le piazzeforti più importanti e rimodellate secondo i criteri dell’architettura militare più efficace, le realtà minori cadono nell’abbandono per la perdita di importanza strategica e logistica.
Infatti nel1676 Bartolomeo Gherardini scrive di Celle “Vi è una Rocca la quale ha patito,e non puole star molto a rovinare se non si rimedia,e prontamente. E nel 1746 il Cardinale Pecci scrive……e l’antica Rocca,ma così male in essere, che minaccia rovina;la Torre della medesima Rocca è in alquanto migliore stato, ma nella sua sommità smantellata.